puntata 2

LA MIA PASSIONE: LE SCARPE (da running)
autore Dilio Daniele
 

Non è passato molto tempo dalla PUNTATA N°1, ma nel mentre sono accaduti
avvenimenti importanti… il mio compleanno …e quindi con tutte le attestazioni di stima (regali) che ho ricevuto ho pensato di ampliare il mio già nutrito parco scarpe. Le nuove arrivate erano state in parte già annunciate anche se qualche novità c’è.
Le novità sono in ordine di apparizione :

  • 1)Brooks Launch 5
  • 2)Brooks Glycerin 15
  • 3)Hoka Hoka One Bondi 5

BROOKS LAUNCH 5 PESO 255 gr DROP 10 mm
Questa scarpa era da un po’ di tempo che la seguivo attraverso le sue evoluzioni dalla 3 in poi, ma avevo sempre l’impressione che fosse troppo estrema per il mio peso e per i miei ritmi, ma forse indicata per le gare intorno ai 10 km.
La collocazione A2 non deve ingannare, perché anche se reattive non sono così “minimal” anzi sono strutturate con buona ammortizzazione e protezione.

Le ho prese pensando di alternarle alle RIDE 10 e utlizzarle per ripetute ed
allenamenti veloci oltre che ovviamente per le gare di 10km
La calzata non è proprio ottimale forse perché tg 11.5 (US) era un po’ precisa e per non rischiare ho preso la tg 12(US), che sento leggermente grande. L’ammortizzazione è molto buona, molto più morbido l’atterraggio rispetto alle RIDE 10. Al piede sembra di non averle dato il peso ridotto, la tomaia sempre senza cuciture fascia il piede molto bene e garantisce un’ottima traspirabilità. L’avampiede oltre ad essere molto ammortizzato e morbido è anche reattivo e questo aspetto viene esaltato da andature inferiori a 4:30 min/km.
Scarpa ottima unico punto interrogativo fino ad adesso la durata. Speriamo bene.

Launch5                                       Glycerin 15                     Bondi5

BROOKS GLYCERIN 15 PESO 301 gr DROP 10 mm
Per quanto riguarda questo modello era un acquisto annunciato. Non volevo<
prendere le Glycerin 16 perché con questo nuovo modello presente nei negozi specializzati mentre sto scrivendo (giugno 2018) la Brooks ha cambiato il materiale della suola. Essendomi trovato molto bene con la versione 13 ho preferito non rischiare. Questo nuovo modello non ha deluso le attese e la tg. 12 (US), risulta essere perfetta per il mio piede. L’ammortizzazione del tallone è stata migliorata anche se la suola nella parte anterione risulta un po’ più dura e verso una ammortizzazione più secca, meno spugnosa soprattutto per andature lente (>5:30 min/km). La tomaia è migliorata in traspirabilità e risulta anche molto avvolgente ma senza costringere il piede. E’ davvero un ‘ottima scarpa decisamente poco reattiva, ma che ha dalla sua un’ammortizzazione e una comodità senza eguali.

HOKA HOKA ONE BONDI 5 PESO 280 gr DROP 4 mm
Con l’acquisto di questa scarpa sono un po’ uscito dal mio seminato. Non mi sono sentito pronto a diminuire drasticamente il drop, anche perché sotto gli 8 mm ci sono solo o quasi scarpe molto ‘minimal’ che non mi sento di indossare
nemmeno nei miei sogni (di corsa) più belli. Poi parlando col Presidente
(Vincenzo Colonna), come lo chiamo io, mi ha chiesto informazioni su due marchi a me sconosciuti Altra e Hoka. Non potevo sfigurare e mi sono messo subito a lavoro ed ho realizzato che non potevo non provare questa nuova frontiera (nemmeno troppo) del correre NATURALE cioè con scarpe con drop molto bassi (da 0-­‐5 mm) ma con una super ammortizzazione. Una di queste due marche doveva essere mia. Avevo visto per Altra le Paradigm e per Hoka Clifton o Bondi. L’occasione è arrivata e non me la sono fatta scappare.
Le Bondi 5 a prima vista non sono il massimo della bellezza, ma sono molto
comode e morbide e alla prima calzata non sembrano diverse da altre numerose marche…correndoci, però, le cose cambiano. La corsa è veramente diversa, molto meno sul tallone e molto più spostata sull’avampiede con grande affaticamento dei polpacci e quadricipiti e notevole sollecitazione del tendine d’achille, infatti il giorno dopo la prima uscita di nemmeno 10 km avevo le gambe doloranti. L’ammoprtizzazione della scarpa è molto buona con il tallone sagomato che favorisce la transizione sull’ avampiede anche se la punta è un po’ stretta.
Sono solo all’inizio di questa nuova avventura e per valutare il tutto in maniera
più obiettiva possibile ci vorrà sicuramente del tempo, ma le sensazioni iniziali sono più che positive.

Alla prossima puntata!!! Daniele